giovedì 17 settembre 2015

Il 5G sarà un elemento-chiave delle auto del futuro




Il 5G sarà l’elemento chiave per lo sviluppo dei veicoli autonomi, la forza trainante delle applicazioni per veicoli che coinvolgono l’apprendimento automatico, i sistemi di frenata e di sterzo, l’integrazione ECU, i sistemi GPS ad alta precisione, e la fusione dei sensori.

l mondo assisterà presto all’affermazione del 5G come fusione di tecnologie preesistenti, tra cui 2G, 3G, 4G e Wi-Fi, per consentire una maggiore copertura, disponibilità e densità di rete. Grazie al suo principale fattore di differenziazione, ossia la maggiore connettività, il 5G sarà l’elemento chiave per lo sviluppo dei veicoli autonomi, dei servizi machine-to-machine e machine-to-infrastrutture e di Internet delle cose. Si diffonderà anche nell’ambito degli aggiornamenti over-the-air (OTA) poiché l’automazione di livello 3 o 4 richiede l’elaborazione di un’enorme quantità di dati in tempo reale. Attraverso il 5G, l’ambito degli aggiornamenti OTA sarà in grado di migliorare l’esperienza dei clienti e di risparmiare sulle spese di richiamo.

È quanto riportato in un’analisi di Frost & Sullivan, intitolata “The Global Advent of 5G in Cars”; in questa si prevede che i paesi asiatici come la Corea del Sud e il Giappone saranno i leader di mercato nella commercializzazione del 5G, superando i concorrenti statunitensi ed europei. Grazie alla diffusione delle connessioni LTE (Long-Term Evolution), tecnologia che è piuttosto forte nei paesi asiatici (vicina al 63% in Corea del Sud e al 44% in Giappone), le infrastrutture disponibili possono facilmente supportare il 5G.

I principali fornitori di servizi prevedono di implementare un progetto pilota alle Olimpiadi di Tokyo e alla FIFA World Cup in Russia entro il 2018. Nel frattempo, i fornitori di servizi asiatici come NTT, DoCoMo, Huawei e SKT hanno stretto varie partnership per sviluppare i test del 5G su diverse ampiezze di banda e per identificare il potenziale di questa tecnologia.

“La più grande sfida per i fornitori di servizi di rete è fare in modo che il 5G possa fornire una copertura end-to-end e raggiungere una latenza inferiore a un millisecondo,” ha spiegato l’analista Ramnath Eswaravadivoo, “Pertanto, i fornitori di servizi di rete avranno molto lavoro da fare per mantenere le promessa del 5G, ossia l’estensione senza soluzione di continuità dei servizi e della copertura ovunque e in qualsiasi momento, indipendentemente dal fatto che l’utente si trovi in una zona affollata come uno stadio o un centro cittadino, o in un villaggio o su treno ad alta velocità”.

Se da una parte si prevede che le auto altamente automatizzate saranno commercializzate soltanto entro il 2020, il 5G sarà la forza trainante delle applicazioni per veicoli che coinvolgono l’apprendimento automatico, i sistemi di frenata e di sterzo, l’integrazione ECU, i sistemi GPS ad alta precisione, e la fusione dei sensori. Il 5G faciliterà anche lo sviluppo dei dispositivi indossabili, come occhiali e orologi intelligenti, e contribuirà a rendere la realtà aumentata e la realtà virtuale caratteristiche comuni nelle automobili.

I dispositivi di Fleet2TRack lavorano già in questa direzione.

venerdì 11 settembre 2015

Big data e veicoli




Oramai siamo sempre più sommersi da informazioni di vario tipo e queste ci raggiungono ovunque e in qualunque momento della nostra giornata.

Arrivano dal pc, ma anche dallo smartphone e dai nuovi scenari che prendono il nome di IoT (internet delle cose).

Proprio in questa categoria possiamo inserire anche i mezzi che ogni giorni si spostano sulle strade e che se dotate di sistema satellitare, forniscono tutta una serie di informazioni.
Tutti questi dati prendono il nome di "Big Data".

Ma per chi deve controllare la flotta aziendale, come possono essere sfruttati al meglio?

I veicoli connessi sono una fonte molto importate di dati per l'azienda: dalla sicurezza, al consumo, allo stile di guida, dai percorsi effettuati e molto altro.
Scegliere un partner affidabile per gestire i vostri dati è di fondamentale importanza.

Fleet2Track è la piattaforma web e mobile che vi fornisce il controllo e l'analisi della vostra flotta a 360°.

Fleet2Track non si limita al solo controllo satellitare, come i suoi competitor, ma si spinge oltre, integrando componenti IoT.

Fornisce strumenti per integrare i dati provenienti dalla flotta con quelli aziendali, in maniera tale da avere un'analisi dell'attività al 100%.

L'azienda può passare dal calcolare in modo preciso singolarmente il TCO (Total Cost of Ownership) dei propri veicoli ed eventuali altri IoT, a monitorare  il TCM (Total Cost of Mobility).

Tutto questo grazie ai big data forniti dai sensori di Fleet2Track


martedì 8 settembre 2015

INTERNET OF THINGS: IL 5G È LA TECNOLOGIA DELLE AUTO DEL FUTURO


La nuova frontiera dello sviluppo dei veicoli automobilistici è il 5G: ad affermarlo è una nuovissima analisi Frost & Sullivan, intitolata “The Global Advent of 5G in Cars”. Già a partire da questi anni, affermano i vertici della Growth Partnership Company che da più di 50 anni sviluppa strategie di crescita per le aziende più importanti a livello globale, il mondo assisterà all’affermazione del 5G come fusione di tecnologie preesistenti, tra cui 2G, 3G, 4G e Wi-Fi, per consentire una maggiore copertura, disponibilità e densità di rete.

5G, LA CHIAVE DELLO SVILUPPO
Ma come si configura la chiave di volta dello sviluppo dell’auto del futuro? Grazie al suo principale fattore di differenziazione, ossia la maggiore connettività, il 5G incarnerà senza dubbio alcuno l’elemento chiave per lo sviluppo dei veicoli autonomi, dei servizi machine-to-machine e machine-to-infrastrutture e di Internet of things. Si diffonderà anche nell’ambito degli aggiornamenti over-the-air (OTA) poiché l’automazione di livello 3 o 4 richiede l’elaborazione di un’enorme quantità di dati in tempo reale. Attraverso il 5G, l’ambito degli aggiornamenti OTA sarà in grado di migliorare l’esperienza dei clienti e di risparmiare in maniera cospicua sulle spese di richiamo.

GIAPPONE E COREA DEL SUD DAVANTI A TUTTI
L’analisi di Frost & Sullivan scruta il futuro e non ha dubbi nell’affermare che saranno i paesi asiatici (primi fra tutti Corea del Sud e Giappone) a laurearsi leader di mercato nella commercializzazione del 5G, superando la concorrenza nordamericana ed europea. I due paesi orientali sono infatti già predisposti da un punto di vista tecnologico all’avvento della rivoluzione 5G: grazie infatti alla diffusione delle connessioni LTE (Long-Term Evolution), le infrastrutture disponibili possono facilmente supportare il 5G.

APPLICAZIONI PER VEICOLI
Se da un lato si prevede che le auto altamente automatizzate saranno commercializzate soltanto entro il 2020, il 5G sarà la forza trainante delle applicazioni per veicoli che coinvolgono l’apprendimento automatico, i sistemi di frenata e di sterzo, l’integrazione ECU, i sistemi GPS ad alta precisione, e la fusione dei sensori. Il 5G permetterà anche un virtuoso sviluppo dei dispositivi indossabili, come occhiali e orologi intelligenti, e contribuirà a rendere la realtà aumentata e la realtà virtuale caratteristiche comuni nelle automobili. Insomma, l’Internet of things è davvero alle porte, non resta che proseguire nel processo di sviluppo delle tecnologie in grado di supportarlo.

Fleet2Track ci sta già lavorando.

Articolo originale:http://www.ingegneri.cc/internet-of-things-il-5g-e-la-tecnologia-delle-auto-del-futuro.html

lunedì 7 settembre 2015

Alcune regole per una guida migliore

LE 10 REGOLE PER UNA GUIDA ECOCOMPATIBILE (ECODRIVING) 



Una guida intelligente ed una corretta manutenzione dell’autovettura consentono di ridurre i consumi e le emissioni di COdel 10-15 % migliorando anche la sicurezza sulla strada.
In sintesi, di seguito si riportano alcune indicazioni utili per ridurre i consumi di combustibile, le emissioni di CO
e migliorare la sicurezza sulla strada.
  1. Accelerare gradualmente 
  2. Inserire al più presto la marcia superiore 
  3. Mantenere una velocità moderata e il più possibile uniforme 
  4. Guidare in modo attento e morbido evitando brusche frenate e cambi di marcia inutili 
  5. Decelerare gradualmente rilasciando il pedale dell’acceleratore e tenendo la marcia innestata 
  6. Spegnere il motore quando si può, ma solo a veicolo fermo 
  7. Mantenere la pressione di gonfiaggio degli pneumatici entro i valori raccomandati 
  8. Rimuovere porta-sci o portapacchi subito dopo l’uso e trasportare nel bagagliaio solo gli 
    oggetti indispensabili mantenendo il veicolo, per quanto possibile, nel proprio stato originale 
  9. Utilizzare i dispositivi elettrici solo per il tempo necessario 
  10. Limitare l’uso del climatizzatore.
LO STILE DI GUIDA
  1. Dopo l’avviamento del motore, è consigliabile partire subito e lentamente, evitando di portare il motore a regimi di rotazione elevati. Non far riscaldare il motore a veicolo fermo, né al regime minimo né a regime elevato: in queste condizioni infatti il motore si scalda più lentamente, aumentando consumi, emissioni ed usura degli organi meccanici. 
  2. Evitare manovre inutili quali colpi di acceleratore quando si è fermi al semaforo o prima di spegnere il motore. Questo tipo di manovre, infatti, provoca un aumento dei consumi e dell’inquinamento. 
  3. Spegnere il motore in caso di sosta o di fermata. 
  4. Selezione delle marce: passare il più presto possibile alla marcia più alta (compatibilmente 
    alla regolarità di funzionamento del motore ed alle condizioni di traffico) senza spingere il motore ad elevati regimi sui rapporti intermedi. Utilizzare marce basse ad elevati regimi per ottenere accelerazioni brillanti comporta un sensibile aumento dei consumi, delle emissioni inquinanti e dell’usura del motore. 
  5. Velocità del veicolo: il consumo di carburante aumenta esponenzialmente all’aumentare della velocità. Si rende, pertanto, necessario mantenere una velocità moderata e il più possibile uniforme, evitando frenate e riprese superflue che provocano un incremento del consumo di carburante e delle emissioni. Il mantenimento di un’adeguata distanza di sicurezza dal veicolo che precede favorisce un’andatura regolare. 
  6. Accelerazione: accelerare bruscamente penalizza notevolmente i consumi e le emissioni. Si consiglia, pertanto, qualora le condizioni di marcia lo consentano, di accelerare con gradualità. 
  7. Decelerazione: decelerare, preferibilmente, rilasciando il pedale dell’acceleratore e mantenendo la marcia innestata, facendo attenzione ad evitare il fuori giri per non danneggiare il motore (in questa modalità il motore non consuma combustibile, se dotato del dispositivo “cut-off”). 
 Fleet2Track fornisce, giornalmente, i report con tutte le informazioni di "Ecodriving" e "Stile di guida" dei vostri mezzi, in maniera tale da adottare le dovute correzioni.
Oltre i report è possibile dotate il mezzo di appositi allarmi acustici e visivi, così che l'autista possa, in tempo reale, adottare una guida più eco.

venerdì 4 settembre 2015

Auto a guida autonoma, rivoluzione per l'RcAuto

L’impatto delle automobili senza conducente su logistica e assicurazioni sarà devastante. Ecco perché

di VINCENZO BORGOMEO (tratto da repubblicaMotori 03 settembre 2015)


L'auto a guida autonoma? Una questione "di vita o di morte per molte aziende del settore dell'auto" secondo gli analisti di Frost & Sullivan. E già perché la famosa macchina che viaggia bellamente da sola imporrà talmente tante rivoluzioni da costituire un cambio epocale per il settore.

L’impatto dei nuovi modelli di business e il nuovo mondo di opportunità che stanno scuotendo il mercato sono i temi chiave delle novità dell'auto senza pilota: "Le automobili autonome portano con sé un insieme più ampio di sfide - spiegano gli analisti di Frost & Sullivan - Da un lato, questi veicoli praticamente esenti da incidenti comportano poco o nessun rischio dal punto di vista delle collisioni, il che riduce drasticamente i premi di assicurazione, con un conseguente impatto diretto sulla comunità delle assicurazioni. D’altra parte, ciò comporta una nuova serie di rischi che tradizionalmente gli assicuratori non sono stati abituati ad affrontare. L’affidabilità degli algoritmi di guida, i casi d’uso non presi in considerazione dalle case automobilistiche e la robustezza della modalità di funzionamento in caso di guasti nell’architettura del veicolo sono aspetti troppo tecnici per poter essere valutati dagli assicuratori".

Il problema insomma, come è già è emerso con prepotenza, è più assicurativo che tecnico. E non è certo un caso che le auto a guida autonoma possano circolare
solo in pochissime zone. Per ora è infatti impossibile (anche per i prototipi) rispondere alla semplice domanda: in caso di incidente chi paga?

"Le assicurazioni dei veicoli - spiegano gli analisti - attualmente seguono un modello incentrato sul conducente, con una certa quantità del calcolo del rischio e del premio associata a parametri legati al veicolo e al traffico. Poiché in futuro il conducente sarà relegato al livello di un passeggero, nel momento in cui il veicolo si guida da solo, anche il modello assicurativo dovrà cambiare di conseguenza. Ciò significherebbe che i conducenti non dovrebbero pagare le stesse quote del premio assicurativo che corrispondono nello scenario di oggi".

Questo significa che alla fine - se il progetto andrà in porto - i prezzi delle assicurazioni crolleranno:si stima che quando le auto a guida automa più evolute (quelle di "livello 4" come le chiamano gli ingegneri) entreranno in commercio, il rischio di collisione potrà essere ridotto di circa il 70%. Il che si dovrebbe tradurre in un premio assicurativo di 300 euro l'anno (contro i 470 di media che un tipico proprietario europeo di automobile paga oggi). Vedremo.

Ma anche sulla logistica le auto senza pilota avranno un impatto devastante perché, si sa, la carenza di spazio è destinata ad essere la più grande sfida da affrontare nel settore, si prevede che il futuro della logistica delle persone e dei trasporti sarà quello di fondersi. “Pensate ad un modello in cui DHL o UPS consegnano pacchi piccoli e grandi utilizzando una combinazione di veicoli di proprietà, flotta commerciale e flotta di car-sharing. È inutile dire che ciò renderebbe possibile una circolazione stradale più scorrevole che può spostare persone e merci, aumentando l’utilizzo dei posti a sedere e anche dello spazio disponibile nei bagagliai”, afferma Sarwant Singh, Senior Partner di Frost & Sullivan.

Insomma il tema è complesso, ma non tanto dal punto di vista tecnico: le sfide organizzative, politiche e commerciali sono per ora le più difficili da superare. Non è un caso che proprio sul tema dell’impatto delle automobili senza conducente su logistica e assicurazioni sarà il tema di un maxi incontro che si terrà il prossimo 23 ottobre a Montecarlo.

Qui per aiutare i leader dei diversi settori a definire la strada da seguire e le future strategie di crescita, Frost & Sullivan riunirà una rete globale di esperti che arriveranno nella capitale monegasca "armati" degli studi più approfonditi. Ma sempre al volante di un'auto tradizionale...


mercoledì 2 settembre 2015

Arriva il rimorchio trasparente con la realtà aumentata




C'è l'auto con i montanti del tetto trasparenti, per offrire al guidatore una visione a 360°. E c'è quella che salva ciclisti e motociclisti invisibili all'occhio, avvisando chi guida del rischio imminente. Le tecnologie Virtual Urban Windscreen e Byke Sense, che presto saranno offerte sui modelli di serie, sono già in avanzata fase di sperimentazione sui prototipi Jaguar e Land Rover, come il cruscotto 3D e il Gesture Control, comandi solo gestuali per ridurre le distrazioni. Ora, tuttavia, il costruttore inglese sperimenta un'altra soluzione in grado di rendere migliore l'uso delle sue vetture. E' il caso di una tecnologia sulla quale i tecnici Land Rover stanno lavorando: si tratta di un sistema capace di rendere “trasparente” un rimorchio, eliminando così gli angoli ciechi creati dall'ingombro del rimorchio. La vista “in trasparenza” potrà consentire a chi guida di vedere i veicoli in avvicinamento da dietro e renderà così le manovre più semplici. Il prototipo del sistema Transparent Trailer installato su una Range Rover, abbina le immagini video del sistema di telecamere surround che comprende una telecamera di retromarcia ed altre due negli specchietti, con quelle di una camera wireless situata sul retro del rimorchio. I segnali compongono immagini video che fanno sembrare il rimorchio trasparente. Quando è agganciato al veicolo, poi, le immagini appaiono automaticamente nello specchio retrovisore interno. In retromarcia, sullo schermo di infotainment, sono visibili le immagini della telecamera posta sul retro del rimorchio, con le linee guida calibrate per facilitare la manovra. Il Cargo Sense, così, è stato ribattezzato l'innovativo sistema oltre a facilitare un carico equilibrato ed uniforme, può rilevare se durante la marcia, il carico stesso si muove all'interno del rimorchio in modo anomalo o inaspettato. In tal caso, prima che la situazione possa divenire critica, il sistema invia alla plancia un segnale Check Cargo per avvertire che può esserci un problema con il carico o con il cavallo. Ogni anno, migliaia di cavalli in tutto il mondo viaggiano verso manifestazioni equestri. Trovando sistemi di trasporto più sicuri si ridurrebbero i rischi di incidenti stradali durante il viaggio e di lesioni ai cavalli.

Augmented reality GPS could solve one of the biggest problems with driving


This augmented reality GPS could solve one of the biggest problems with driving


In 2009, there were an estimated 2.2 million car accidents in the US. Vitaly Ponomarev was one of them.
Ponomarev, CEO of the tech company WayRay, was adjusting the route on a new GPS system in the middle of traffic. It seemed simple enough, “but between a slow interface and a traffic jam, I had to reset the device itself to make it work again,” he recalls. “When I tried to reset the route, I rear-ended the car in front of me.”
A tech guy all his life, Ponomarev vowed to come up with a better system that didn’t require the driver to take his eyes of the road.
The result of that vow is Navion, a heads-up display that projects holographic images onto the driver’s windshield. It’s an application of the “augmented reality” you keep hearing about.
Only the driver can see the full-colour holographic image, which keeps pace with the car’s changing speed thanks to an in-house technology called Infinity Focus.
As the driver coasts along, Navion displays a set of green arrows on the road ahead, which guide the driver along the intended route. It also provides the current speed, how far away the destination is, and the distance until the next turn.


WayRay will launch a Kickstarter for Navion later this October. By the end of the year, the company plans to finalise the product’s design and begin worldwide shipment in May of 2016.
It will be the latest attempt to bring augmented reality into the driver’s seat. Earlier this year, BMW released MINI Augmented Vision glasses. They operate like Google Glass and seem to come with many of the same pitfalls, not the least of which is that you look like a weirdo. Last year, Jaguar unveiled a Virtual Windscreen concept, but the company says production wouldn’t begin for another 10 years.
. But unlike a Garmin or your trusty iPhone, Navion doesn’t require you to bounce your attention between screen and windshield, which will cause accidents.
But unlike the other augmented reality products vying to help you on the road, the Navion isn’t goofy-looking, it’s downright slick.


Another layer to Navion’s technology is the so-called “infotainment” layer. It connects with the driver’s smartphone via Bluetooth to display notifications in real-time on the windshield. Since safety is a top concern, users can only access this function if the car is stopped.
“You can interact with them by swiping them or clicking them with your gestures,” Ponomarev says. Atop the steering wheel will be a sensor that picks up subtle hand movements along with a microphone for voice commands. Then when you start moving, Ponomarev says, the notifications disappear.


When production begins later this year, Navion will be available in two models: a basic device that only comes with the navigation system, for $US300, and a pricier option that includes the infotainment layer, for $US500.
Eventually, Ponomarev envisions licensing the technology to major car manufacturers to bring the robust safety of heads-up display to the distracted masses.